I film della nostra vita, ovvero: come un figlio ti distrugge il mito

Digital Painting: Princess Leia

Non ci sono solo libri, gioielli e mobili tra le cose che si desiderano tramandare ai figli.
Ci sono anche i film. Quelli che ci hanno stupito da bambini, che ci hanno emozionato, che sono entrati a far parte del nostro processo di crescita.
Prima di Hair” di Milos Forman, ad esempio, credevo che tutti gli hippy fossero sporchi, cattivi e senza morale. Dal film imparai che erano ragazzi in effetti un po’ sporchini, ma anche pieni di sogni, di forza e di speranze, e ne rimasi choccata. Per celebrare la scoperta acquistai il disco con la colonna sonora del film, di cui imposi l’ascolto alla famiglia due volte al giorno, tutti i giorni, per sette mesi.
Non appena le figlie furono in età da capire, feci vedere loro il film. Le ragazze gradirono. Solo, alla fine, quando già tutti cantavano Let the sunshine in, mi chiesero: “Ma gli hippy, cosa sono?”
E vorrei tacere dell’umiliazione inflittami dalla visione di Grease, “un film che ha segnato la storia della mia adolescenza: musiche bellissime, storia romantica, grandi coreografie!”
Le ragazze, cresciute a pane e High School Musical, credettero che le stessi prendendo in giro. Il film parve loro la parodia di ciò che avrebbe dovuto essere, e non si capacitavano del fatto che dei collegiali venissero interpretati da attori trentenni. Io non mi capacitavo del fatto che non me ne fossi mai accorta prima.
“Ho fatto vedere ai miei figli Star Wars, ma non sono riuscita ad appassionarli a dovere” si lamenta Anna. Io però li capisco: la saga di Guerra Stellari mi era parsa sopravvalutata già trent’anni fa, come si può pensare che possa impressionare bambini abituati alle meraviglie dell’animazione digitale e del 3D? (per tacere della totale inespressività della principessa Leila, che da sola sarebbe bastata ad affossare il film). 
“Almeno Indiana Jones è stato apprezzato per via degli inseguimenti a cavallo, in motoscafo, in dirigibile, in carro armato – c
ontinua Anna – peccato il ritmo così lento”.
Ecco, forse è colpa della lentezza della narrazione se le figlie hanno sbadigliato su Flashdance e hanno chiesto di interrompere la visione di Blade runner, ferendomi a morte. O forse è dipeso dal fatto che Avatar ha oscurato le meraviglie degli effetti speciali che lo hanno preceduto. O magari l’offerta cinematografica di oggi è così infinitamente varia e curata da far sbiadire i classici del passato.
Oppure, più semplicemente, ho delle figlie dai gusti cinematografici corrotti dai canali Disney.
“Devi far vedere loro Via col vento, Ross. Il filetto è apprezzato anche da chi mangia cheeseburger” suggerisce Rita.
Lo farò per due ragioni:
- Le donne vestono abiti bellissimi
- Lo suggerisce anche la mia capa, e le cape, si sa, hanno sempre ragione.

TAGS