Cronachine dall’insofferenza


Signor Nonno Entusiasta, mi scusi tanto. Sono così mortificata!
L’ho vista arrivare al mio tavolino sorreggendo la nipotina ai suoi primi passi, lanciando tra gli avventori del bar sguardi che esprimevano amore e orgoglio e che chiedevano solo un complimento alla bambina, una parolina gentile, roba da nulla insomma.
E io le ho negato questa cortesia. Giusto un sorrisino accondiscendente, dopodiché ho immediatamente preso le distanze tornando a occuparmi delle persone al mio tavolo. “Andiamo via, ché i signori stanno parlando” l’ho sentita dire con dolcezza alla bambina.
Signor Nonno Entusiasta, sono stata una tale cafona! Ma ho un alibi, sa.
E’ che ho la casa piena di mucchepazze.
Sono arrivate in sordina, prima una, due, poi tre, quattro, cinque, poi tante! Alla fine hanno colonizzato casa. Sono persino entrate nella zona off-limits, la mia camera da letto, da cui sono uscite credendo di non aver lasciato traccia del loro passaggio ad eccezione della piastra per capelli lasciata in funzione, della polvere del fard sopra il comodino, di quattro spazzole, un rimmel e un persistente odore di acetone e smalto.
Hanno persino tentato di dormire tutte  assieme nel letto gonfiabile mettendosi l’una ai piedi dell’altra. Durante la notte il materasso ha ceduto e loro hanno pensato bene di rattoppare il tessuto applicandoci sopra un centinaio di cerotti. Il mattino dopo le ho trovate aggrovigliate dentro il materasso concavo, un miscuglio di corpi e nastro adesivo.
A un certo punto la mia esasperazione ha preso il sopravvento e le ho minacciate: questa casa è troppo piccola per tutte, decidete. O ve ne andate voi, o me ne vado io!
Me ne sono andata io. Le ho lasciate ai loro gridolini isterici e alla loro musica rap, ho preso con me i figli assennati – Lara e Davide – e li ho portati a mangiare nella pizzeria sotto casa. Lì siamo stati raggiunti dalle mucchepazze saltellanti, la capa delle quali mi ha ragguagliato in merito al fatto che si erano preparate la cena da sole:
“Sofficini al forno!”
“.. e  abbiamo impiegato solo venti minuti per capire come andavano cucinati!”
Tornata a casa, ho trovato tracce di sofficini bruciati e bottiglie di birra aperte (ma ancora piene: era per dimostrare a loro stesse che, se solo avessero voluto..)
Quindi cerchi di capire, signor Nonno Entusiasta: lei guarda la nipotina e vede una batuffolina incerta sulle gambe. Io vedo una futura muccapazza. E ne ho paura.

Nella foto: loro. Brrrrr

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